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La via verso l’appagamento

Prem Rawat ha proposto una specialissima sfida a quelli che hanno avuto il piacere di sentirlo parlare a Woodland Hills in California: dare un senso all’essere venuti in questo mondo, gustare l’esser vivi, afferrare ogni singolo momento e trarre da esso tutto ciò che si può, darsi come meta il pieno appagamento.

“Questo è il viaggio della vita: non c’è alcun bisogno di una destinazione”, afferma Prem Rawat, invitando così la gente a diventare passeggeri per il puro piacere del viaggio in sé. “È bello perché è. Non abbiate paura perciò di aprire i finestrini e di guardare fuori, ne rimarrete sorpresi”. Sviluppando la sua metafora, ha poi paragonato questo approccio alla vita a quello che ha un ragazzo quando va sul suo skateboard: va su, compie una giravolta, torna giù e ripete tutto di nuovo senza mai pensare ad una destinazione specifica. Come dice Prem Rawat, si tratta semplicemente di sentire ogni singolo mo-mento e di prendere tutto ciò che esso ti può dare.

Egli afferma che è davvero possibile farlo. Crede inoltre che ognuno di noi abbia dentro di sé sete di appagamento; il primo passo è dunque quello di accettare questa sete: “Se non sai che dentro di te c’è qualcosa di incredibile, allora davvero ti sei perso qualcosa. Stai vivendo, ma non sai cosa stai vivendo. Stai vedendo, ma non sai cosa stai vedendo. Stai ascoltando, ma non sai cosa stai ascoltando”.

E se riconoscere questa sete sembra fin troppo semplice, ci si pensi bene. Prem Rawat sa infatti quanto sia facile farsi sfuggire l’essenziale, ciò che è davvero importante e che, oltretutto, è proprio davanti ai nostri occhi: “È più facile pensare che la cosa più bella arrivi alla prossima occasione”. Questo toglie d’impaccio la mente umana, egli asserisce, e la autorizza a vagare senza meta. Purtroppo, in questi tempi, nelle ambigui-tà dell’esistenza, questo modo così offuscato di pensare attecchisce, ed è la vera antite-si di quanto egli ha sostenuto per tanti anni: cioè che è possibile godersi quanto ci è già stato dato. Ora.

“Noi prendiamo ogni deviazione possibile” dice Prem Rawat, veniamo distolti dal nostro scopo e restiamo impantanati nel fangoso mondo delle idee. Impariamo a diventare camaleonti, a cambiar colore col cambiare del vento. Nel corso della giornata interpretiamo tantissimi ruoli: genitori, sposi, fratelli, impiegati, e facendo così siamo tutti e nessuno allo stesso tempo. Ci dimentichiamo del bambino che un tempo siamo stati, di quel bambino che aveva la capacità di guardar fuori e di vedere semplicità e bellezza rimanendone incantato.

Prem Rawat propone poi un’altra similitudine: quando hai assunto una posizione scomoda sposti il peso per sentirti bene di nuovo. Non c’entra nient’altro nella decisione di muoversi. Allo stesso modo, afferma, “la via dell’appagamento è libera da dubbi e da colpe”. Una volta che superiamo l’indecisione, una volta che accettiamo la bellezza interiore, ci siamo imbarcati nel viaggio.

Partendo dal vederci, per analogia, come tante piccole tessere di un grande puzzle, egli prosegue poi affermando che ogni essere umano è ben più che la somma dei suoi successi e dei suoi fallimenti: “Intorno a noi succede di tutto, la Storia cambia, si combattono guerre, si fa la pace … ma la somma di tutto ciò vale meno dell’esistenza di ogni singolo essere umano”. Quando finalmente ci rendiamo conto che la pace è dentro, allora anche attraverso tutti gli alti e i bassi della vita e malgrado ciò che lui chiama i peggiori momenti possibili, c’è qualcosa che rimane costante: “La nave può essere stata sballottata su e giù, ma voi, facendo questo viaggio, non siete andati su e giù assieme ad essa”.

“Le cose buone continuano ad accadere sempre: ogni respiro è una cosa buona, ogni attimo che possiamo vivere è una cosa buona”, spiega Prem Rawat al suo pubblico. E assieme ad ogni respiro viene l’opportunità di essere appagati, ma la decisione di accettarlo è individuale: “Quelli che hanno il coraggio, quelli che ne hanno compreso il privilegio, faranno il viaggio” per la pura e semplice gioia di farlo, come ragazzi che sfrecciano su e giù per la rampa con il loro skateboard, senza colpe, senza dubbi, senza preoccupazioni.

E a chi vuole intraprendere il viaggio, eccolo offrire il suo aiuto: “La ricerca dell’appagamento è la ricerca più nobile che esista. Per quelli che decidono di fare il viaggio, ci sarò e farò del mio meglio per fornir loro ogni cosa necessaria a rendere tale viaggio il più piacevole possibile”.

 

   
     
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