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La pace interiorePrem Rawat risponde ad alcune domande sulla pace

Viviamo in un mondo in guerra: è realistico sperare in una pace mondiale?

Una volta l’idea di una “pace mondiale” mi affascinava, mi sembrava un grande ideale. Poi però, quando cominciai a viaggiare in tutto il mondo e ad incontrare gente, mi resi conto che una cosa del genere non esiste: in tutti questi anni, non mi è mai capitato di incontrare una cosa ben precisa che potessi definire mondo. Non è il mondo che ha bisogno di aiuto; è la gente. Quando la gente sarà in pace con se stessa, ci sarà la pace nel mondo. Per ora, la gente subisce il fascino della guerra.

Perché nasce la guerra?

La guerra comincia con un rifiuto. Un gruppo decide che la sua causa è più importante e che la causa dell’altro gruppo non ha alcun peso. Le cause diventano la cosa più importante e gli esseri umani perdono ogni valore.

La gente combatte perché attribuisce maggiore legittimità alla propria causa che alla vita umana; all’interno di questa logica, viene sminuito il valore della vita umana. Quando per la prima volta qualcuno ebbe l’idea che una causa potesse essere più importante della vita umana, l’equilibrio fu alterato; da allora le cose sono andate sempre peggiorando.

Gli esseri umani si mettono a combattere quando non capiscono più cos’è la vita: perché in guerra la vita viene sprecata. La guerra non esiste solo sul campo di battaglia. A casa nostra, anche in assenza di guerra, noi sprechiamo la nostra vita.

Molti studiosi, filosofi e capi di governo affermano che le guerre cominciano nella mente delle persone. Lei è d’accordo?
Le guerre di questo mondo possono sembrare poca cosa se paragonate alla lotta che infuria nel cuore di ogni uomo. Intere vite vengono distrutte da questa lotta; preziosi momenti vengono sacrificati, accadono vere e proprie stragi. La lotta interiore è la guerra più grande. Dobbiamo essere in pace con noi stessi perché sul nostro personale campo di battaglia è del nostro “Io” che viene fatta strage.

La sofferenza interiore ci impedisce di trovare una pace vera. Finché non ci sarà pace dentro di noi, ci sarà sempre guerra all’esterno. La sofferenza del corpo genera certo infelicità, ma l’infelicità che nasce dalla sofferenza del cuore è di gran lunga peggiore: è senza alcun dubbio l’infelicità più profonda che esista. Eppure il cuore la sopporta da tanto, tanto tempo.

Come accade che noi, come individui, perdiamo la pace?
Ciascuno di noi è seguito, dovunque vada, da un ladro invisibile. Cosa fa questo ladro? Ci deruba. Non c’è porta, non c’è serratura, non c’è allarme che lo possa fermare. Questo ladro non ci sottrae soldi o vestiti, ci sottrae il bene più prezioso che abbiamo. Ci sottrae la gioia, la pace, la felicità; ci sottrae la comprensione; ci sottrae tutto ciò che ha la più grande importanza, ciò che conta più di tutto il resto. Tutto il resto.

Quando diciamo: “Voglio la pace nella mia vita, però... ci penserò più avanti,” noi permettiamo a questo invisibile ladro di entrare. Per lui, questo è il segnale: appena sente dire “non ora”, pensa subito: “Ecco qualcuno che posso derubare, perché non sta proteggendo il suo bene più prezioso. Lo sta sprecando. Lo sta buttando via.” È in quel momento che veniamo derubati della cosa più importante che abbiamo.

Secondo lei, le persone hanno un bisogno innato di pace?
Dentro ognuno di noi vi è un profondo bisogno di pace. In tempi di caos totale, aneliamo alla pace. Quando manca la fiducia, la desideriamo fortemente. Quando soffriamo, cerchiamo un barlume di speranza, di sollievo.

L’uomo ha bisogno di amare, di amare e sentire amore. Il punto è: quale sarà la fonte di questo amore? L’uomo ha bisogno di credere, ma quale sarà la fonte di quella fede? In cosa possiamo credere, che sia davvero degno di fiducia, che ci dia il sostegno di cui abbiamo bisogno nella vita? Allo stesso modo, non c’è alcun dubbio che l’uomo abbia bisogno di pace; in effetti, nessuno può farci niente, è una sete innata in ogni essere umano. Il punto è: quale può essere la fonte di questa pace?

Come si può comprendere la pace di cui lei parla?
Non è necessario che la mente sia in pace; è necessario che lo sia il cuore. La mente e l’intelletto non sono in grado di comprendere la pace: la loro funzione è un’altra.

La pace, la gioia, la vera felicità, non sono argomenti su cui riflettere: possono solo essere sentite. C’è un sentimento alla base della vita, che non può essere spiegato: è a questo sentimento che dobbiamo arrivare, perché è lì il nostro benessere; è lì la nostra gioia, la nostra vera soddisfazione. È in questo sentimento che abbiamo bisogno di vivere. Certo, noi pensiamo di aver bisogno di una spiegazione di cosa sia la pace, ma la pace non può essere spiegata; può solo essere sentita.

La felicità deve essere sentita. Quando siamo felici, sentiamo una voce interiore che ci dice in modo ben preciso: “Sì, sono felice.” Se hai sete, puoi guardare anche mille foto di persone che bevono, la sete non ti passerà; ti passerà solo bevendo.

Dove si può trovare la pace?
La pace esiste in ogni individuo e sta a ciascuno dire: “Voglio la pace nella mia vita”. Le società non hanno pace. Le società non esistono, i governi non esistono: esistono solo le persone. La pace è una cosa semplice, che deve essere sentita da ciascun individuo. Quando ci scordiamo cosa significa essere in pace e cominciamo ad escogitare dei metodi per crearla, ci troviamo nei guai.

La pace di cui sto parlando è la pace interiore, la mia pace, non la pace esterna. Molti pensano che avranno pace quando riusciranno a controllare ogni elemento della loro vita. Questo non succederà mai, perché non è in loro potere: nessuno ha il potere di capire o controllare tutto. Il massimo che posso fare è capire me stesso.

Cercate la pace dentro di voi. Anche se tutte le altre guerre finissero, finché la nostra guerra interiore continua, non avremo pace. Se siamo in pace con noi stessi, continueremo ad esserlo qualunque guerra stia succedendo all’esterno.

C’è un sorriso che niente può portarci via: è un sorriso che nasce da una tale profondità di pace e di gioia, che niente al mondo ce lo può portare via. Questo è il sorriso che tutti noi possiamo avere. La pace che si trova lì, nel cuore, è l’unica pace che soddisferà il nostro bisogno.

In un mondo in guerra, è possibile la pace interiore?
Dentro di noi suona una sinfonia. E noi possiamo renderci conto di avere questa possibilità. Di questo si tratta: di una possibilità. È possibile essere appagati, essere in pace con noi stessi. È possibile comprendere il valore di ogni respiro, riscoprire la voglia di vivere. È possibile trasformare il dolore in gratitudine, il dubbio in conoscenza. È possibile tramutare tutte le domande in una sola risposta: una sola risposta. Che tipo di risposta? L’unica risposta che non risponda a una domanda.

Come si può trovare pace nella propria vita?
La pace interiore non è cosa che si possa creare o inventare: si tratta di scoprire la pace che già esiste dentro di noi. È più che altro un processo di semplificazione: elimina tutto il resto e la pace verrà a galla, perché esiste, in ognuno di noi. Quando arriva la gioia? Quando smettiamo di fare tutte le altre cose che facciamo, sentiamo gioia, perché la gioia è insita in noi. La pace e la gioia sono insite in noi e quando cerchiamo di crearle, ce ne allontaniamo ancora di più.

In che modo la Conoscenza di sé stessi aiuta a trovare la pace?
Ciò che la Conoscenza fa è appunto aiutarti a trovare la pace interiore, senza bisogno di elementi catalizzatori, semplicemente trovando te stesso. Questo è ciò che io offro, nient’altro. Molti si aspettano che la Conoscenza li renda completi: non è così. Ognuno di noi è già completo; non potremmo essere più completi di così. Non si può fare niente per abbellire un essere umano. Ho visto pace nella persona più agitata, ho visto amore nella persona più piena d’odio.

Quando ci troviamo in quel luogo reale, quando siamo felici, allora siamo in pace, allora proviamo gioia. E cosa dobbiamo fare? Dobbiamo accettare, dobbiamo comprendere tutto questo ed essere soddisfatti.

In che modo lei aiuta le persone a trovare pace?
Io aiuto le persone a capire che c’è speranza e che la vita ha uno scopo più elevato del mero perseguire gli obiettivi della nostra vita quotidiana. Io dico alle persone che la risposta alle domande che hanno sempre avuto è sempre stata dentro di loro; dico alle persone che se cercano pace, è in sé stesse che la troveranno.

Il mio ruolo è quello di aiutare a capire cosa significa “in sé stessi”. Io insegno quattro tecniche che consentono di entrare in sé stessi e di trovare la pace. Non è una filosofia. Se non ci fossero le tecniche di cui parlo, la mia sarebbe una filosofia e sarebbe priva di valore: tante belle parole, ma senza valore. Io invece offro un metodo pratico per trovare la pace interiore.

Si tratta di un’opportunità, di un dono, che non può essere venduto o comprato. Io non mi ritengo un profeta, né dico di essere una persona speciale; ma se desiderate avere pace nel vostro cuore, se desiderate la gioia, vi offro un modo per entrare in voi stessi, per entrare in contatto e per sentire quello che c’è in voi.

Io ho il dono e il privilegio di offrire la possibilità di sentire la tranquillità, la gioia, la pace: non importa come preferiate chiamarla, comunque non può essere etichettata. Chiamatela semplicità, è il modo migliore per definirla. Ogni essere umano ha il dono di poter sentire questa pace.

Ci dica qualcosa di più di questa pace.
Quando una persona si rende veramente conto che nella sua vita non c’è verità, né felicità, né pace, in essa si accende un fuoco, un vero e proprio fuoco che la spinge a ricercare la pace; un fuoco che non nasce dalla mente. È allora che si comincia a cercare.

Questo è il momento di cercare la sete, perché è la sete interiore che ci spinge nella giusta direzione: questo è ciò che dobbiamo riscoprire, l’appassionato desiderio di felicità, e farne la forza che ci guida.

Quando la vita ci riempie, quando non sprechiamo il respiro, la bontà comincia a manifestarsi: bontà è avere il cuore pieno di gioia. È allora che la pace arriva nella nostra vita; è allora che cominciamo a trovare soluzione ai nostri problemi, non perché i nostri problemi si risolvano, ma perché troviamo in noi stessi una splendida semplicità.

   
     
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